FAI HELICOPTER WORLD CUP 2026

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Nell’ambito del 4th World Helicopter Rally (W.H.R.), con il patrocinio delle Forze Armate Polacche e il fondamentale supporto dell’associazione HELISPORT Aviation, sabato 13 giugno sui prati dell’aeroporto di Babimost, nei pressi della cittadina di Zielona Gora, nella Polonia centrale, l’Aeroklub Polski ha organizzato le fasi finali di seconda categoria delle gare elicotteristiche di Slalom e Fender, ufficialmente riconosciute dalla Fédération Aéronautique Internationale.

Prima di addentrarci nella descrizione dell’evento e delle peculiarità delle summenzionate competizioni, è necessario tuttavia tracciarne le origini spostando le lancette della storia indietro di circa cinquant’anni e precisamente agli anni settanta del secolo scorso, allorquando in Germania Ovest, Regno Unito, Unione Sovietica e Polonia vennero organizzati i primi quattro campionati mondiali di categoria, con l’impiego di elicotteri militari quali ad esempio: Bell 47, UH1, Mil Mi 1 e Mil Mi 2.

All’epoca l’attenzione era quasi esclusivamente rivolta alla competizione tra diverse filosofie tecniche e addestrative, occidentale e orientale, e le sfide erano interamente mirate a dimostrare le capacità dei singoli equipaggi in attività vicine al mondo militare e governativo ovvero: simulazioni di soccorso, navigazione aerea e volo di precisione.

Fortunatamente, nonostante questi natali, il clima di estrema competizione politico-militare ha lasciato il posto, edizione dopo edizione, ad una competizione puramente sportiva e, dal primissimo campionato mondiale, tenutosi nel 1971 a Buckeburg, in Germania Ovest, le prove si sono evolute e raffinate nelle due attuali discipline di Slalom e Fender.

Oggi tali competizioni, molto simili tra loro, vedono la partecipazione di un solo modello di elicottero, il Robinson R 44 nelle sue varie versioni, e di equipaggi formati da un pilota, ovviamente impegnato a seguire il percorso, e da un operatore alla sua sinistra che lo guida in fonia. Quest’ultimo è anche deputato a manovrare la fune cui sono collegati un secchio o un fender a seconda della disciplina praticata.

Le gare

L’edizione di quest’anno ha visto la partecipazione di una decina di equipaggi che si sono alternati a bordo dei tre R44 appositamente configurati per entrambe le tipologie di gara.

Lo slalom, il primo ad essere “giocato”, consisteva essenzialmente in un volo di precisione a bassissima quota, non più di cinque o sei metri dal suolo, su un campo di gara lungo 185 metri e largo 50, duplicato per consentire un più spettacolare match sincrono.

La gara, che stando al regolamento ha un tempo massimo di esecuzione di 2 minuti e 15 secondi, è iniziata in maniera del tutto analoga ad una classica competizione automobilistica di velocità tra due contendenti, con gli elicotteri in moto e i pattini sull’erba in attesa del segnale di partenza dato da un direttore di gara posizionato di fronte e tra di loro.

Ogni operatore alla fune si trasforma in questa fase in un fantino, che guida il suo cavallo lungo il percorso ad ostacoli da superare una volta riempito di acqua il secchio legato all’estremità della corda di 5 metri.

Tale percorso era, come di consueto, articolato su undici porte, costituite da due pali alti due metri e distanti un metro l’uno dall’altro, da superare seguendo un pattern specifico, pubblicato il giorno prima della gara.

L’obiettivo era far passare il secchio attraverso le porte, senza saltarle o toccarne i pali, e limitare al minimo la perdita di acqua, concludendo la gara posizionandolo su un piedistallo.

Per rendere il tutto decisamente più difficoltoso, in quest’ultima fase la corda doveva essere allungata a undici metri e, come intuibile, durante la gara sono previste penalità qualora le porte vengano saltate o toccate.

Ovviamente il regolamento prevede ulteriori sanzioni in caso di mancato completamento del percorso con la giusta quantità d’acqua o errato posizionamento dello stesso sul supporto.

Relativamente alla seconda tipologia di gara, essa prende il nome proprio dal parabordo nautico dal peso regolamentare di 8 chili che sostituisce il secchio e, pur svolgendosi sul medesimo campo di volo, va conclusa in un massimo di 50 secondi.

In questo caso, successivamente al decollo, l’equipaggio si dirige verso un cancello d’ingresso largo 3 metri cui segue un percorso caratterizzato da tre barili, dentro cui il fender va posizionato con precisione e difficoltà sempre crescenti. L’operatore dopo ogni ostacolo deve infatti aumentare la lunghezza della corda di due metri, iniziando da quattro, e concludere la gara abbandonando il fender all’interno del terzo.

Nonostante un fortunale piuttosto intenso che ha costretto i giudici di gara a posticipare la prova di fender, dal punto di vista delle condizione meteorologiche anche quest’anno tutto è andato per il meglio garantendo il regolare svolgimento delle prove, entrambe vinte dall’equipaggio svizzero formato da Ruedi Boser e Stefan Meier, confermatisi sul gradino più alto del podio dopo il successo dello scorso anno.

La classifica finale ha visto trionfare:

  • nella gara di Slalom: Marcin Szamborski e Michał Szamborski, al secondo posto, e al terzo Barbara Wilk e Piotr Wilk;
  • nella gara di Fender: Tymoteusz Nowak e Marcin Matlak, al secondo posto, e al terzo, anche in questo caso, Barbara Wilk e Piotr Wilk.

Il Rally

Giunta oramai alla sua quarta edizione, questa manifestazione annuale può essere considerata l’erede diretta dei World Helicopter Championship polacchi del 1981 e del 2015 e trova oggigiorno  ampio supporto nelle istituzioni civili e militari nazionali.

Dalla prima edizione, svoltasi sull’aviosuperficie di Plock, si è via via passati da piccolo evento di rilevanza minore a manifestazione di alto profilo, andando a costituire la principale vetrina per le forze elicotteristiche di Varsavia e la cornice privilegiata per la presentazione al pubblico delle nuove macchine in dotazione.

Più nel dettaglio, a Babimost, piccolo aeroporto civile della cittadina di Zielona Gora e già base aerea militare ospitante gli ultimi Lim-6 bis (variante prodotta localmente del Mikoyan-Gurevich MiG-17) operativi nel paese fino al 1992, le forze armate hanno appositamente portato un Mil Mi-17-1V di base Powidz, inquadrato nella 7° Eskadra Dzialan Specjalnych dell’aeronautica, e una nutritissima rappresentanza dell’aviazione dell’esercito appartenente alla 25° Brygada Kawalerii Powietrznej e proveniente anche dalla 49° Baza Lotnicza di Pruszcz Gdañski e dalla 56° Baza Lotnicza di Inowrocław.

Sui prati del rally gli spettatori hanno così potuto osservare da vicino: un Mil Mi-2URP, un Mil Mi-24V, un W-3PL, un AW 149, consegnato appena pochi mesi fa dalla PZL Swidnik del gruppo Leonardo, e, al suo debutto pubblico, uno dei soli otto AH-64D, ex-US Army, immessi in servizio da circa un anno come soluzione ponte in attesa di ricevere i novantasei AH-64E di nuova costruzione contrattualizzati in sostituzione dei gloriosi Mil Mi-24 di epoca sovietica.

Concludiamo questo articolo con un doveroso ringraziamento all’associazione HELISPORT, all’Aeroklub Polski e soprattutto a Serafina Ogończyk-Mąkowska, presidentessa di entrambe e della FAI Rotorcraft Commission.

Claudio Maugeri

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