Le Temps des Hélices 2026

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I cosiddetti warbirds, e più in generale i velivoli storici, rappresentano certamente una ristrettissima parte di quel mondo aeronautico che usualmente siamo abituati a conoscere ma, a prescindere che si sia appassionati di aviazione militare, civile o sportiva, i pochi eventi ad essi dedicati meritano certamente attenzione, rappresentando con tutta evidenza l’unica opportunità per assaporarne in prima persona l’essenza.

In questo quadro, la 53° Fête Aérienne di Pentecoste e l’Amicale Jean-Baptiste Salis (AJBS), che ne cura l’organizzazione, costituiscono oggigiorno quasi un unicum in Europa, rispettivamente per varietà e capacità, specialmente a seguito dell’estrema discontinuità dell’Oldtimer di Hahnweide in Germania e della sparizione dagli schermi radar del Flying Legends, organizzato in Inghilterra annualmente fino 2019 sul sedime di Duxford e per l’ultima volta nel 2023 sulla ex base militare di Church Fenton.

La manifestazione

Complice una situazione meteorologica eccezionalmente favorevole, con cieli tersi, brezza leggera e temperature mediterranee, tenuto anche conto che il campo di Cerny – La Ferté-Alais si trova ad una ventina di miglia a sud di Parigi ad estate ancora non iniziata, la 53° Fête Aérienne di Pentecoste ha visto nel fine settimana del 23 e 24 maggio un’ottima risposta da parte del pubblico pagante, nonostante la cifra richiesta per l’accesso fosse 35 € per la singola giornata e 60 € per il weekend, in cui si festeggiava anche l’ottantesimo del campo di aviazione di Cerny – La Ferté-Alais.

Dopo due edizioni afflitte da condizioni meteo incerte e partecipazioni ridotte, le presenze hanno infatti superato le 30.000 unità e, pur non avendo raggiunto le 40.000 delle edizioni più riuscite, sono state comunque abbastanza per dare una boccata di ossigeno all’associazione coprendone i costi, come sottolineato da Cyrille Valente, presidente dell’AJBS, senza essere tuttavia sufficienti ad espandere la collezione dell’omonimo museo volante.

Attualmente l’AJBS è infatti impegnata in due costosissime attività di mantenimento e ripristino: sul B17 F-AZDX Pink Lady, messo a terra nel 2010 per gli altissimi costi assicurativi, e sul Douglas Skyraider AD-4N F-AZDP, già gravemente danneggiatosi nel 2011 a causa di una collisione e successivamente riportato in condizioni di volo, ma attualmente a terra per manutenzione.

Il programma delle due giornate, come di consueto, ha rispettato una scaletta sostanzialmente identica prevedendo, in arco mattinale, un’ampia finestra di presentazione dei velivoli sul campo, circa un centinaio, con libero accesso alla linea volo e in arco pomeridiano oltre cinque ore di dimostrazioni aeree.

Più in dettaglio, dalle 9 alle 12 e 15 il pubblico ha potuto immergersi nello spirito delle varie epoche grazie anche alla presenza di numerosissimi figuranti in costume godendo, per chi lo desiderasse avendone anche le facoltà economiche, dell’opportunità di fare un’esperienza di volo personalizzata a bordo dei velivoli della Aero Vintage Academy (Travel Air 4000, Stearman PT 17, T-6, Epsilon TB-30 e P-51 Mustang) o di gruppo sul Douglas C-53D, marche F-HVED. Un iconico Skytrooper riportato in condizioni di volo nel 2024 dal Musée Aéronautique de Bretagne nella livrea originaria e costruito nel 1943 nella versione trasporto truppe, senza portellone cargo, per essere impiegato già in settembre nelle operazioni su Salerno in supporto alla 82nd Airborne Division statunitense.

Le giornate, come accennato, sono poi proseguite con un’ampia serie di dimostrazioni aeree con la partecipazione di decine dei velivoli presenti, più alcune gradite sorprese, e un programma particolarmente denso, che per comodità suddivideremo per temi, coronato dall’esibizione della Patrouille de France, che quest’anno sarà anche protagonista delle celebrazioni per il 250° anniversario degli Stati Uniti per celebrare il quale sul lato sinistro della deriva degli Alpha Jet è stata apposta una livrea commemorativa.

Nella prima finestra, che ha coperto il periodo pionieristico e della Grande Guerra, sono state presentate numerose repliche, ricostruite principalmente in legno e tela su progetti dell’epoca, rispettandone altresì i metodi di realizzazione per una maggiore accuratezza storica. Tra questi troviamo: un Morane H, un Blériot XI, un Royal Aircraft Factory SE5, un Royal Aircraft Factory BE.2f e un Fokker Dr.I Dreidecker.

Nella seconda, riguardante il periodo tra le due guerre, il secondo conflitto mondiale e l’immediato dopoguerra, si sono esibiti icone del volo francesi e non, tra cui: Morane-Saulnier MS-406, l’unico volante al mondo; Salmson D7 Cricri, in livrea bellica, in ricordo della mobilitazione della società civile francese all’indomani dell’invasione tedesca; Avro 652A Anson Mk.I, giunto su suolo europeo soltanto lo scorso anno e ad una delle sue prime uscite pubbliche; Douglas C-47B Skytrain, singolarmente ed in formazione con il già menzionato C-53D; Supermarine Spitfire Mk.IX; Junker Ju-52, l’ultimo volante in Europa;  Storch Fi-156, le cui caratteristiche STOL impressionano ancor oggi; e, soprattutto, Messerschmitt Bf 109 E4, assoluta rarità mondiale, che meriterebbe un articolo dedicato essendo anche equipaggiato con un ancor più raro motore Daimler-Benz DB 601.

La terza tranche di dimostrazioni ha quindi riguardato esibizioni storicamente meno accurate ma decisamente spettacolari, come: la simulazione dell’attacco giapponese su Pearl Harbour da parte di una decina di T6, tra cui il velivolo con matricola F-AZZM ricostruito per assomigliare ad un A6M Zero; la rievocazione della guerra in Vietnam ad opera di due T-28 Trojan e un OV-10B Bronco; e una formazione Balbo con una quindicina di biplani Jungmann, Stampe, Stearman e Pitts.

Last but not least, come direbbero gli inglesi, bisogna registrare alcune partecipazioni particolari alla 53° Fête Aérienne ovvero: la presentazione in volo di un ATR-72-600; l’esibizione del circo aereo TURBULENT TEAM, con quattro Druine D.31; la partecipazione della Patrouille Groupe Tranchant, con quattro Fouga CM.170 Magister; la presenza della wingwalker Danielle su Boeing PT-13D Kaydet; e, sopra ogni cosa, il debutto con la sponsorizzazione Renault di una vera e propria gemma, la replica del Caudron Rafale C.460, che ha effettuato una dimostrazione in volo da solista e in formazione con il caccia Rafale del Solo Display dell’Armée de l’Air et de l’Espace (AEE), anch’esso parte del plateau aerien.

Il Caudron Rafale C.460 è un velivolo da competizione concepito negli anni ’30 per partecipare alle gare di velocità in voga nel periodo ma, come accennato, quello in questione è di moderna concezione essendo frutto di un attento lavoro di studio e ricostruzione iniziato e completato una ventina di anni fa da Tom Wathen della Aero Craftsman, che ha adoperato materiali e tecniche degli anni trenta avvalendosi dei pochi disegni e tavole rimaste.

Il velivolo, che dal primo volo ha effettuato sporadiche apparizioni e ancor più rare dimostrazioni aeree è oggi parte della campagna pubblicitaria con cui la nota casa automobilistica francese mira promuovere una delle sue nuove vetture, omonima sia del C.460 che del caccia di punta dell’AEE.

Claudio Maugeri

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