Task Force Husky 2026

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Nella storiografia, a seconda dell’orientamento politico dello storico, l’estate del 1943 viene spesso definita come una rinascita o come un disastro ma la storia non può essere vista con i filtri della ragione, dell’anima o del cuore ma solo per quello che è… nel caso di specie l’inizio della fine di un epoca caratterizzata per l’Italia da poche luci, profonde ombre e gravi errori strategico-militari che nel giro di due mesi avrebbero portato il popolo italiano a combattersi in una guerra civile più cruenta di quanto fosse allora immaginabile.
Da un punto di vista meno italocentrico, il 10 luglio 1943 è si la data dello sbarco alleato in Sicilia ma è anche e soprattutto la data in cui la Seconda Guerra Mondiale, nella sua interezza, sbarca in Europa dopo le dure campagne in Africa e sul Mediterraneo.
Siamo quindi di fronte ad un tassello di un più ampio scacchiere che, in quei mesi, vedeva gli Alleati superare l’Asse in quasi ogni aspetto, specialmente in capacità produttiva e in logistica, che si traduceva in un susseguirsi inevitabile di vittorie, sia in Europa che in Estremo Oriente, nonostante l’incontestabile superiorità tecnologica germanica e la forte determinazione giapponese.
Stando così le cose, sebbene le filosofie politiche del ‘900, nazifascismo e comunismo, e i brutali totalitarismi a queste ispirati non possono e non devono essere onorate, diverso è il discorso per gli uomini che con onore hanno combattuto ed eseguito ordini su tutti i fronti della guerra da una parte e dall’altra, senza dimenticare chi vi ha perso la vita, come testimoniato dai numerosissimi cimiteri di guerra alleati e germanici che costellano il territorio italiano e nel caso di specie siciliano.
Con questo stato d’animo siamo andati quindi a far visita, nella tappa augustana, alla Task Force Husky (TFH) 2026, un’iniziativa patrocinata dalla History & Military Vehicles (HMV) Italia svoltasi tra il 9 e il 12 luglio, per ricordare gli eventi del Luglio 1943 a ottantatré anni di distanza attraverso un raid di veicoli storici di entrambe le parti sulle strade che videro gli Alleati combattere le truppe dell’Asse.
Esattamente come allora la TFH 2026 ha fatto inizialmente tappa a Gela per proseguire con una ampia visita al Castelluccio e alle spiagge del settore americano, visitando quindi Santa Croce Camerina, Modica, Pachino e la costa dove sbarcarono gli inglesi.
A seguire la TFH 2026 ha poi toccato le Batterie costiere Lamba Doria di Capo Murro di Porco, Siracusa, Augusta e infine Catania, nei pressi del piccolo ma interessante Museo dello Sbarco, ovviamente dedicato a quanto accaduto in quella calda estate del 1943.
Concludiamo questo breve articolo ricordando che sebbene gli eventi trascendano spesso la volontà dei singoli, a volte non è ciò che si fa a fare la differenza ma come lo si fa, come ben esemplificato dalle azioni di Badoglio e del Re d’Italia in quei mesi.
Infatti se nulla potevano nei fatti contro la soverchiante forza alleata e successivamente nazista, non potendo governare sotto occupazione, il loro comportamento successivo all’armistizio dell’8 settembre 1943 non può essere assolutamente giustificato, risultando anzi censurabile per non aver diramato ordini accurati volti ad impedire o quantomeno contrastare il prevedibile sbandamento della società civile e delle gerarchie militari.

Claudio Maugeri

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